OBIETTIVI
Sostenere gli operatori della ristorazione, i commercianti di alimenti e bevande e i produttori delle Denominazioni d’Origine (DO), Indicazioni
Geografiche (IG) e Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT) del territorio laziale, fornendo un aiuto concreto al made in Lazio lungo l’intera filiera
agroalimentare.
RISORSE
10 milioni di euro del Fondo nazionale per il sostegno alle attività economiche particolarmente colpite dall’emergenza epidemiologica (DL 41/2021).
CARATTERISTICA DELL’AIUTO
Il bando prevede un contributo a fondo perduto a titolo di rimborso pari al 50% della spesa effettuata per l’acquisto di prodotti laziali DO, IG e PAT
(elencati nel bando), latte fresco bovino del Lazio, acque minerali e birre artigianali prodotte e imbottigliate nel Lazio.
Il Bando è del tipo “a sportello”. Il contributo varia da un minimo di 1.000 euro a fronte di una spesa ammissibile di almeno 2.000 euro, a un
massimo di 10.000 euro per una spesa ammissibile di almeno 20.000 euro. L’acquisto deve essere dimostrato mediante la presentazione delle
relative fatture, in cui devono essere indicati i prodotti con la loro denominazione.
BENEFICIARI
Imprese con sede nel Lazio che abbiano come attività primaria uno dei 38 codici ATECO elencati nel bando, che comprendono attività di
ristorazione (ristoranti, bar, pasticcerie, gelaterie, ristorazione ambulante, catering), alloggio (alberghi, agriturismi), produzione alimentare (panetteria,
pasticceria, gelati), commercio al dettaglio di alimenti e bevande:

– 56.10.11 – Ristorazione con somministrazione;
– 56.10.12 – Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole;
– 56.10.20 – Ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto;
– 56.10.30 – Gelaterie e pasticcerie;
– 56.10.41 – Gelaterie e pasticcerie ambulanti;
– 56.10.42 – Ristorazione ambulante:
– 56.10.50 – Ristorazione su treni e navi;
– 56.21.00 – Catering per eventi, banqueting;
– 56.29.10 – Mense;
– 56.29.20 – Catering continuativo su base contrattuale;
– 56.30.00 – Bar ed altri esercizi simili senza cucina;
– 55.10.00 – Alberghi;
– 55.20.52 – Attività di alloggio connesse alle aziende agricole;
– 10.71.10 – Produzione di prodotti di panetteria freschi;
– 10.71.20 – Produzione di pasticceria fresca;
– 10.72.00 – Produzione di fette biscottate, biscotti, prodotti di pasticceria conservati;
– 10.73.00 – Produzione di paste alimentari, di cuscus e di prodotti farinacei simili;
– 10.52.00 – Produzione di gelati senza vendita diretta al pubblico;
– 47.11.10 – Ipermercati;
– 47.11.20 – Supermercati;
– 47.11.30 – Discount di alimentari;
– 47.11.40 – Minimercati ed altri esercizi non specializzati in alimentari vari;
– 47.11.50 – Commercio al dettaglio di prodotti surgelati;
– 47.21.01 – Commercio al dettaglio di frutta e verdura fresca;
– 47.21.02 – Commercio al dettaglio di frutta e verdura preparata e conservata;
– 47.22.00 – Commercio al dettaglio di carni e prodotti a base di carne;
– 47.23.00 – Commercio al dettaglio di pesci, crostacei e molluschi;
– 47.24.10 – Commercio al dettaglio di pane;
– 47.24.20 – Commercio al dettaglio di torte, dolciumi, confetteria;
– 47.25.00 – Commercio al dettaglio di bevande;
– 47.29.10 – Commercio al dettaglio di latte prodotti lattiero-caseari;
– 47.29.20 – Commercio al dettaglio di caffè torrefatto;
– 47.29.30 – Commercio al dettaglio di prodotti macrobiotici e dietetici;
– 47.29.90 – Commercio al dettaglio di altri prodotti alimentari in esercizi specializzati nca
– 47.81.01 – Commercio al dettaglio ambulante di prodotti ortofrutticoli;
– 47.81.02 – Commercio al dettaglio ambulante di prodotti ittici;
– 47.81.03 – Commercio al dettaglio ambulante di carne;
– 47.81.09 – Commercio al dettaglio ambulante di altri prodotti alimentari e bevande nca.

PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA
Le domande devono essere presentate attraverso la procedura telematica accessibile al link WWW.REGIONE.LAZIO.IT/BONUSLAZIOKM0 a partire
dal 7 febbraio 2022, compilando il modulo online e allegando la documentazione richiesta nel bando. Si possono presentare fino a due domande
per un massimo di quattro fatture, sino al raggiungimento dell’importo massimo concedibile per singola impresa